Ileite
L'enterite proliferativa, nota anche come ileite, è una patologia che interessa il primo tratto dell'intestino e colpisce prevalentemente i suini in messa a terra e magronaggio. Si tratta di una patologia enterica diffusa in tutto il mondo e che colpisce tra il 30 ed il 60% del patrimonio suinicolo mondiale.
Eziologia
L'agente, Lawsonia intracellularis, è un batterio Gram negativo, intracellulare obbligato che vive e si moltiplica negli enterociti e nelle cellule caliciformi dell'ileo. La malattia si può presentare in forma acuta, subacuta o cronica in funzione dello stato immunitario del soggetto colpito. La Lawsonia ha un ciclo oro-fecale e si trasmette anche attraverso attrezzature, veicoli e indumenti del personale non adeguatamente puliti e disinfettati.
Segni clinici
L'animale colpito presenta una diarrea con feci molli e giallastre, talvolta liquide e raramente emorragiche. Si hanno inoltre anoressia, perdita di peso e disomogeneità nei gruppi di suini. La Lawsonia penetra negli enterociti ed inizia a moltiplicarsi. La diffusione avviene attraverso le cellule infette che, cadendo nel lume intestinale per desquamazione, liberano il patogeno. Gli enterociti continuano a dividersi causando una reazione iperplastica dell'epitelio. La normale struttura dei villi e delle cripte intestinali viene sostituita dalla proliferazione delle cellule epiteliali immature causando l'ispessimento delle pareti dell'ileo (sindrome del “tubo di gomma”). La guarigione è correlata alla scomparsa della Lawsonia dal lume intestinale, situazione che può richiedere anche 10-12 settimane. La mortalità è scarsa, se non in rari eventi acuti.
- Forma acuta: nota anche come enterite proliferativa emorragica, colpisce il tratto terminale del piccolo intestino fino al colon prossimale. Interessa in età avanzata soprattutto soggetti (ad esempio i riproduttori allevati separatamente) che non sono venuti in precedenza a contatto con la Lawsonia. La mortalità varia dal 10 al 15%.
- Forma subclinica: è la forma più diffusa e difficile da diagnosticare e per questo è quella economicamente più dannosa. La diagnosi è resa difficile dal fatto che le manifestazioni cliniche, seppur presenti, sono poco apprezzabili. Questa forma si palesa quando il livello degli anticorpi materni inizia a ridursi (a 5-6 settimane)
- Forma cronica: colpisce il tratto terminale del piccolo intestino fino al colon prossimale e solitamente interessa il 10% dei suini infettati.
Diagnosi
Per diagnosticare l'ileite sono necessari più step: ad un primo sospetto correlato ad alcuni eventi clinici può seguire un test sierologico ELISA o IFI (immunofluorescenza indiretta). Tali prove rappresentano un valido strumento per la diagnosi di gruppo, utile per stabilire la dinamica di infezione in azienda. La PCR, se positiva, dimostra la presenza di genoma batterico nelle feci ma non è sufficiente a definire il ruolo della Lawsonia nella eziopatogenesi della forma clinica. A tale scopo si può ricorrere ad un esame immunoistochimico su un tratto di ileo.
Terapia e prevenzione
La terapia è antibiotica, per via parenterale nei casi più gravi. Si possono effettuare medicazioni strategiche tra la 4a e la 6a settimana, per tre settimane, e medicazioni in caso di comparsa di sintomatologia clinica. Una corretta gestione della tecnica del “tutto pieno/tutto vuoto”, la vaccinazione, lavaggi e disinfezioni, vuoto sanitario e pig-flow permettono di controllare la situazione in allevamento.
Novartis ha la soluzione per la cura della ileite.
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