Conoscere il nemico
Per combattere efficacemente il problema mosca è importante conoscere la mosca nella sua biologia e soprattutto capire quali sono i fattori che possono influire sulla riproduzione.
Sono diversi infatti i fattori che possono influenzare la numerosità di questi insetti: fattori ambientali (umidità dell'ambiente e del substrato utilizzato per la deposizione delle uova, temperatura) e fattori biotici (nemici naturali della mosca come parassiti, predatori e patogeni).
Clima
Quando parliamo di clima, dobbiamo suddividerlo in macroclima e microclima ossia il clima esterno e il clima interno alle strutture dell'allevamento. Le temperature sono uno dei fattori climatici che più influenzano lo sviluppo delle larve di mosca.
I valori generali di una determinata area geografica delle temperature e le temperature estive possono già rappresentare un indicatore piuttosto grossolano di quanto velocemente le mosche si possono sviluppare e di quante generazioni in un anno si avranno.
La lunghezza della stagione delle mosche nell'emisfero nord incrementa dal nord verso sud e maggiori sono le temperature e maggiore è la lunghezza delle stagione delle alte temperature, più rapida sarà lo sviluppo delle mosche e maggiore sarà il numero delle generazioni avute nel corso dell'anno.
Negli allevamenti, le condizioni climatiche interne alle strutture non rappresenta il clima esterno ma è fortemente modificato. Questo microclima che si viene a creare influenza ulteriormente il ciclo riproduttivo della mosca che nell'allevamento trova anche il substrato adatto alla deposizione delle uova e allo sviluppo delle larve.
Negli ambienti chiusi o semi-chiusi degli allevamenti zootecnici, c'è una forte produzione di calore.
Gli animali stessi rappresentano una fonte di calore ed inoltre mangimi, insilati e fieno in fermentazione determinano un aumento della temperatura. Quindi anche nelle stagioni più fredde, all'interno delle strutture zootecniche, le mosche trovano un ambiente soddisfacente per il loro sviluppo, anche se rallentato. Fortunatamente, essendo una creazione umana, è possibile gestire i fattori che permettono lo sviluppo delle mosche.
Gestione delle deiezioni
La gestione delle deiezioni è uno dei principali fattori su cui è possibile lavorare per un efficace controllo della popolazione muscina. Le deiezioni rappresentano infatti un substrato ideale per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve. La gestione prevede tre possibilità: la rimozione frequente, la rimozione periodica o l'accumulo.
- Rimozione frequente: la rimozione può avvenire grazie a sistemi di flusso o di raschiamento. Se il sistema funziona correttamente, la maggior parte delle uova e larve sarà portato via ogni 1- 2 giorni.
Spesso però si vengono a creare dei piccoli accumuli di letame che permettono lo sviluppo dell'insetto. Questi accumuli li possiamo trovare negli angoli, nelle fessure e in tutti quei punti dove i nostri sistemi non riescono a lavorare adeguatamente. Inoltre si possono creare delle croste che rendono ancora più difficile la pulizia completa. La rimozione frequente porta ad un altro aspetto che deve essere valutato molto attentamente: lo smaltimento delle deiezioni raccolte. Se lo smaltimento sui campi viene effettuato in uno strato sottile e omogeneo questo non rappresenta un buon habitat per lo sviluppo delle mosche. Ma se non si ha una buona miscelazione, si osservano degli accumuli localizzati e questi posso diventare un problema. Aggiungere acqua per fluidificare e rendere così più facile la distribuzione può però creare un problema di odori. Altra possibilità è rappresentata dalle vasche di raccoglimento che, se ben dimensionate, non rappresentato un buon substrato. Anche l'accumulo di deiezioni solide in mucchi, se ben compattati o coperti (ad esempio con film plastici) non sono interessanti per le mosche: si ha infatti la produzione di temperature molto alte, superiori al limite di sopravvivenza dell'insetto. - Rimozione periodica: per certi aspetti rappresenta la modalità più “pericolosa” perché il più delle volte non è pianificata correttamente e viene svolta in maniera irregolare. Inoltre, questo tipo di rimozione non è associata a sistemi automatizzati e quindi entra in gioco il fattore umano. In questi casi si deve quindi rivolgere grande attenzione allo svolgimento del lavoro ed alla frequenza con cui viene svolto che, se anche periodico, dovrebbe essere il più regolare possibile. Durante il periodo di accumulo, oltre alle mosche, anche altri insetti “buoni” possono aver trovato l'ambiente adatto per la propria riproduzione e quindi, rimuovendo le deiezioni, si rimuove il problema ma anche chi potrebbe aiutarci a risolverlo.
- Accumulo: ultima soluzione è l'accumulo delle deiezione anche per periodi di tempo molto lunghi (es. nelle galline in gabbie e nei broilers, l'accumulo può durare anche un anno o più). Se il letame viene regolarmente compattato e schiacciato dai grandi animali, diventa inadatto per lo sviluppo in quanto uova e larve vengono calpestate dagli animali. Anche gli accumuli di pollina possono rappresentare un pessimo habitat se sufficientemente asciutti. Con l'accumulo inoltre si ha lo sviluppo di molte specie di parassiti e predatori delle mosche che attaccano le larve e le uova di mosca e quindi hanno un ruolo significativo nel controllo della popolazione muscina. Di conseguenza, con l'accumulo, diventa sempre più importante il ruolo di una corretta ventilazione dei locali ed una protezione dall'umidità (pioggia, drenaggio e buon funzionamento abbeveratoi).
Competizione di specie
La competizione tra specie di mosche è un altro fattore che influenza la numerosità e la composizione della popolazione di mosche.
Il principale esempio è la Hermetia illucens, detta mosca soldato. Le grosse larve smuovono il letame e lo rendono fisicamente meno adatto per la sopravvivenza di altre larve e la deposizione di uova di altre mosche. Dato il lento sviluppo, si ha un gran numero di mosche soldato laddove si ha l'accumulo delle deiezioni. In allevamenti avicoli o in allevamenti suini con la fossa di raccolta sotto il grigliato, la mosca soldato più diventare la specie più numerosa.
Anche le mosche del genere Ophyra (dette anche mosche degli immondezzai) rappresentano un importante competitor delle nostre mosche comuni. Queste mosche infatti si cibano delle larve delle mosche domestiche (possono mangiarne fino a 20 al giorno) e anch'esse possono diventare la specie più numerosa in allevamenti avicoli e suini.
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